Istituto Statale di Istruzione Superiore di Castelvetrano (TP)

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Progetto Pantaleo - Laboratorio di cinematografia

“Un mondo a noi sconosciuto:il cinema”
Relazione di  Anna Lucania IIIC Liceo Classico

 

Sembra facile “parlare” di cinema, ma chi conosce davvero l’arte di creare e proiettare spettacoli cinematografici?

La nostra scuola ci ha offerto una grande opportunità culturale:frequentare un laboratorio di cinematografia tenuto dal professore Benny Atria;un  esperto nel campo del cinema,una persona che lavora all’interno di questa grande macchina riuscendo perfettamente a trasmettere le emozioni che quest’ultima vuole comunicare.Un professionista che ci ha mostrato ciò che in realtà noi non vediamo ovvero l’universo che vive dietro le telecamere, quell’universo che crea il cinema,producendo così questa meravigliosa arte. Si,il cinema è arte,non ha bisogno di riferirsi a nessun’altra arte poiché esso stesso è arte!

Insieme alla nostra “guida”  ci siamo per un attimo voltati indietro per ripercorrere la storia del cinema dai fratelli Lumiére ai film sonori e a colori.

In realtà il cinema non è un’invenzione  del 1895 ma ritroviamo il “concetto” di cinema già nel V sec a.C. con Platone e lo spettacolo delle ombre (la realtà che inganna) nel mito della caverna. I fratelli  Lumiére nel 1895 conquistano gli uomini dell’epoca soltanto attraverso la loro inventività per mezzo di un nuovo espediente tecnico (il cinematografo).Il cinema nei primissimi anni successivi alla sua nascita non è altro che un fenomeno da baraccone che suscita nella società contemporanea tanta curiosità.Soltanto in seguito il cinema  diviene anche un patto,un contratto, un accordo; si veda il patto narrativo.

Un film necessita di un lavoro immenso, nonostante ciò  lo spettatore  ha la percezione che tutto scorra “fluido”,non si ha la percezione del regista, delle persone che vi lavorano(in realtà molte di più di quelle che vediamo in scena!). Si possiede inoltre una percezione sbagliata del tempo ovvero allo spettatore  sembra che ciò che sta guardando avvenga proprio nello stesso istante.La capacità di comunicare  attraverso le emozioni sensoriali complessive appartiene al cinema e al suo straordinario mondo e all’interno di esso tutto ciò che è dire  è letteratura.

Ma come si arriva a realizzare un film?E’ proprio questo quello che ci siamo chiesti..e non potevamo che ricevere  una risposta più che esaustiva dal prof. Benny Atria!

Le prime grandi colonne  da tirar su sono il soggetto e la sceneggiatura se non vi sono queste ultime non vi può essere produzione.Sia il soggetto che la sceneggiatura vengono esaminate in un primo momento per ridurre lo spreco ecnomico-temporale.Tale operazione prende il nome di “piano di lavorazione”(di cui parlerò in seguito).Ecco così che attraverso il produttore e le persone che vi collaborano si giunge al set cinematografico. Gettando il nostro sguardo  al film,al prodotto finito abbiamo  esaminato la fase di realizzazione del “montaggio”.Sicuramente quando guardiamo un film non ci accorgiamo delle immagini di cui è composto,bensì ne cogliamo il tutto. Ma grazie a quale operazione? Proprio grazie al montaggio.

Quest’ultimo è un’acquisizione moderna,prima infatti si usava l’inquadratura unica che non necessitava del montaggio;come esempio del quadro sequenza ci è stato proposto un film di Hitchcock .”Io ti salverò”,dove abbiamo notato l’assenza del piano ripresa  e quindi assenza  di montaggio. Invece tutti i film realizzati negli anni più vicini a noi sono basati sul montaggio, poiché con tale nuova tecnica il “piano sequenza” è caduto in disuso.

Il montaggio si  basa sui principi aristotelici ovvero unità di tempo,azione,luogo.In realtà tutto ciò nelle riprese  non c’è,  ma  questo non viene svelato dal cinema poiché attraverso il montaggio  riesce a non svelare  i suoi  “misteri”.

Il montaggio,allora,non è altro che  unione,quindi mette in relazione  e che cos’è un film se non  il prodotto  di relazioni e concatenazioni?

La fase del montaggio inizia dal fondamentale  ruolo del “ciak” che riunisce il momento esatto del suono  e dell’immagine e la loro rispettiva sincronizzazione  per poi avere  in sala montaggio il negativo e il suono. Suono e immagine  vengono registrati su supporti differenti.Il suono è l’unione   dei dialoghi e dei suoni di scena(come ad esempio passi, spostamenti di sedie ecc.) e inoltre dei suoni d’ambiente e della musica. Ovviamente  vengono catalogati come suoni  anche gli effetti speciali(tuoni,automobili ecc. i rumori di sala sono i suoni che durante le riprese, non vengono captati dai microfoni e quindi verranno riprodotti sincronicamente all’immagine  in un secondo momento). Tutti questi suoni vengono ripresi da un archivio o vengono appositamente registrati; ma è anche suono la voce fuori campo di cui si occupa il montaggio.

L’operazione del montaggio è quindi costituita da due momenti  principali: la sonorizzazione ed il laboratorio di sviluppo e stampa. Quindi si uniscono  il fotografico ed il sonoro. Dalla sonorizzazione si giunge al mixage (una colonna sonora completa) e dal laboratorio di sviluppo e stampa  si arriva  alla stampa definitiva creando  una banda unica del film. L’odissea del “montaggio” appartiene alla seconda fase del  viaggio ovvero la post produzione.Protagonista indiscusso  della produzione  è il piano di lavorazione ,intendendo per piano di lavorazione quella macchina  che entra in funzione  per portare in scena il soggetto  e l’organo che opera anche la scelta del cast e del casting.

E la regia?la regia ed i suoi collaboratori  si occupano  di coordinare le  operazioni  di fotografia e scenografia  principalmente.

Ci siamo soffermati sulla figura del regista ed abbiamo imparato  a conoscerlo attraverso l’analisi dei suoi film. A tal proposito  abbiamo avuto modo di guardare e analizzare  il film : “La caduta degli dei” di L. Visconti. In questo film  la ricerca estetica  e filologica lasciano trapelare  la precisione  nella ricercatezza  del decoro  che diviene quasi ossessiva  in Visconti, tutto nella sua regia  doveva essere  perfettamente pertinente all’epoca che si andava  a rappresentare , l’ambiente diveniva l’estensione  dell’attore  che interpretava  il suo ruolo.

Altro regista,altro film,altro modo di  comunicare attraverso le emozioni  sensoriali: Sergio Leone. Abbiamo preso in esame  un suo film: “Il buono,il brutto e il cattivo”.In questo film il regista  preferisce raccontare  e trasmettere emozioni attraverso  le immagini, il dialogo è rarefatto,la musica diviene la protagonista assoluta,qui sicuramente  il suono non è un semplice valore aggiunto!

Ma oggi nel nostro  contesto socio-culturale quanto è davvero importante conoscere le idee  che vuole comunicare un regista? Chi è oggi il regista? Cosa sono i suoi  film se non i messaggeri  delle sue idee e delle sue  emozioni?

Allora è davvero importante  condurre un’attenta  analisi di ciò che  guardiamo e  quindi analizzare?

Adesso alla luce di tale esperienza abbiamo imparato, oltre a far divenire un patrimonio nostro l’analisi  dei film, a non distogliere lo sguardo dal grande  schermo  quando si giunge ai titoli di coda  poiché sono proprio  i “titoli di coda” che  danno vita ad un film. Il nostro è stato un viaggio breve ma intenso  che non si è limitato  a farci guardare da spettatori  il grande mondo del cinema  bensì a farci scoprire  gli ingranaggi attraverso i quali si giunge a produrre “arte”!