Istituto Statale di Istruzione Superiore di Castelvetrano (TP)


Una poesia di Monica Atria

 

Ho deciso di scrivere questa poesia per ringraziare quei pochi professori che hanno creduto in me durante questi ultimi anni di Liceo. Lavorate ogni giorno contro il tempo, e contro quel mondo che ci vuole tutti uguali, modellate le nostre piccole menti in modo da renderle più capaci ad una realtà del tutto ostile. Tra le tante materie dietro cui correte vi prego di aggiungere noi ragazzi…E’ facile ignorarci quando piangiamo nascosti da quell’enorme cattedra, tanto più semplice rimproverarci per una risata di troppo, perché per una volta non chiudete i libri ed aprite i vostri occhi, dietro ognuno di noi si nascondono storie così complicate che la filosofia a confronto è chiacchiera a vuoto, problemi da risolvere non con funzioni o grafici  ma con una semplice gratificazione, gesti e parole che scrivono una poesia su ognuno di noi, poesie che spesso nessuno capisce, non esiste parafrasi per un piccolo ed insignificante alunno…?Ho girato molte scuole, ho conosciuto diverse  maestre, professori…e non credevo esistessero persone pronte a calarsi nel ruolo di un alunno/a un po’ più cresciuto/a , avete avuto il coraggio di venire fuori da quell’enorme cattedra, avete avuto la forza di sedervi accanto a noi ed ascoltarci attraverso le nostre parole e non quelle dei libri, avete avuto modo di conoscerci ed apprezzarci per quello che potevamo darvi. Un ragazzo che rientra perfettamente entro l’immagine dell’alunno modello, assimila velocemente, ha capacità di sintesi e di esposizione, è attento ad ogni lezione e ne è partecipe non conosce limite alcuno, quel ragazzo segnato da un vissuto familiare precario, che può studiare solo la sera o la mattina ovvero non ha una mente brillante, sa i suoi limiti, ma se solo vi sapesse vicini darebbe quel poco che può dare sapendo di ricevere tanto…sapendo che in fondo quei limiti in futuro non lo fermeranno ma lo indirizzeranno verso un altro tipo di vita, forse non diventerà dottore, avvocato o filosofo…ma anche lui come gli altri potrà dire ai suoi figli :
A SCUOLA HO IMPARATO TANTE COSE!

 


 

CARI PROF

Come una rondine volavo via da un piovoso inverno
cercando i colori della primavera e il calore dell’estate
incrociando il vostro destino vi ho conosciuti
professori,
dita che scorrevano ogni giorno sui nostri nomi
penne che disegnavano sui nostri occhi lacrime e sorrisi
voci che ci facevano capire che scuola e  vita  hanno stessi
giudici pronti a mettere nero su bianco ogni gesto,o parola sbagliata,
sguardi che ti nascondono senza scrupolo sotto un enorme e sudicio marchio
che non va più via se non dopo duri strattoni
Grazie professori se mi avete fatta piangere con un brutto voto
se mi avete buttata fuori dalla classe
se mi avete sgridata, interrogata, o giudicata
mi accorgo solo adesso che tutte le storie
che vi descrivono sono lontane da voi,
Raramente gli occhi vedono ciò che le parole promettono
eppure voi siete l’unica eccezione che fa della scuola
il più bel ricordo tracciato nel mio cuore
che gli occhi del mio domani avranno  brama di rapire
nei numerosi giorni  della mia piccola vita…
Forse le mie interrogazioni non sono state brillanti,
il mio comportamento ha spesso trasgredito le leggi scolastiche,
non ho divorato libri e non ho seguito tutte le spiegazioni
ma….state tranquilli
la lezione di vita che ogni vostro atteggiamento ha impartito al mio
non potrò leggerla in nessun libro che non sia il vostro sguardo
non potrò ascoltarla in nessuna cassetta che non sia la vostra voce
non potrò mai riviverla se non assieme ai miei prof…

 

ottobre 2004

Atria Monica