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Istituto Statale di Istruzione Superiore di Castelvetrano (TP) |
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Il pontificato di Giovanni Paolo II tra reazione e rivoluzione Francesca Corte III B Liceo Classico “G. Pantaleo” |
Il 2 Aprile del 2005 dopo un lungo pontificato durato ben 27 anni si è spenta la vita di un grande uomo che ha avuto un ruolo importante nella storia del XX secolo: Giovanni Paolo II. Il suo pontificato è stato lungo ed intenso, caratterizzato dai tantissimi viaggi di un uomo, Karol Woytila , che non solo non seppe rimanere indifferente ai problemi attuali ma “riparò” alcuni errori che la chiesa aveva fatto e per cui lui , uomo fedele alla ortodossia cattolica ma non per questo completamente d’accordo con il passato operato della Chiesa, voleva chiedere scusa.
Fu quello di Karol Woytila un pontificato diverso da quello dei precedenti Papi, se si eccettua Giovanni XXIII, il pontificato di un uomo rivoluzionario e conservatore nello stesso tempo, proiettato al futuro ma legato anche al passato.
E’ innegabile infatti la portata rivoluzionaria di ciò che Papa Woytila ha realizzato e delle posizioni che ha preso.
Il fatto stesso di prendere delle posizioni sugli avvenimenti mondiali è comunque un’innovazione se si pensa al silenzio che la Chiesa ha mantenuto per tanti anni sulle questioni che non riguardavano la Teologia e soprattutto al mancato pronunciamento di Pio XII riguardo allo sterminio compiuto dai nazisti nei campi di concentramento.
Giovanni Paolo II non ha solamente rimediato a tali errori chiedendo scusa ma si è costantemente pronunciato contro “ i mali” che hanno afflitto e ancora affliggono il mondo.
Karol Woytila ha innanzitutto avuto un ruolo importante nel crollo del comunismo nell’est europeo, come sostiene anche ex premier polacco Mazowiecki in un intervista successiva alla morte di Papa Woytila. “ Senza Giovanni Paolo II non sarebbe mai esistito Solidarnosc” afferma infatti Mazowiecki facendo riferimento ad un importante momento della storia della Polonia, paese di nascita di Karol Woytila a cui egli fu profondamente legato.
Qui infatti, dopo la dittatura comunista di Yaruzelsckj, divenne presidente Lech Walesa, capo del sindacato cattolico Solidarnosc, che ha anche egli affermato l’importanza del sostegno morale del Papa per l’esito delle azioni intraprese dal sindacato.
I fatti storici inducono tuttavia a pensare che il regime comunista stesse già per crollare, come in effetti avvenne nel 1991 e come dimostrano il contenuto della riunione tenutasi al Cremlino dopo l’elezione di Woytila, ma non bisogna sottovalutare l’importanza che potè avere la critica di un uomo i cui appelli risuonarono in tutto il mondo e il coraggio e la speranza che potevano infondere in chi voleva ribellarsi al totalitarismo comunista.
Quello del totalitarismo comunista non fu tuttavia l’unico problema affrontato da Papa Giovanni Paolo II.
Anche il dialogo interreligioso e i problemi del ”terzo mondo”furono al centro dei suoi interessi.
Il “rivoluzionario” Karol Woytila ruppe infatti col passato della chiesa cattolica caratterizzato dalle guerre sante, dall’inquisizione e dalle persecuzioni che non sono certo esempio di tolleranza e di pace.
Nel discorso ai rappresentanti delle chiese cristiane e delle comunità ecclesiali e delle religioni mondiali, convenuti ad Assisi, Giovanni Paolo II sostenne infatti che la pace deve essere un elemento che trascende le differenze religiose in virtù di un imperativo categorico alla difesa della vita.
Ma ancora più significativa è la definizione degli ebrei come nostri fratelli maggiori che il Papa ha dato durante il discorso alla sinagoga di Roma nel 1986, in virtù dei tanti elementi che collegano la religione ebraica e quella cattolica e che nella storia i cattolici avevano spesso dimenticato.
Giovanni Paolo II non mirava tuttavia solo all’unità religiosa ma a quella economica e sociale tra Nord e Sud, tra i paesi sviluppati e quelli sottosviluppati, denunciando tale contraddizione del nostro tempo, contrariamente ai papi che lo avevano preceduto.
In un aspetto tuttavia Giovanni Paolo II rimase saldo non curandosi del cambiamento dei tempi: l’ortodossia religiosa .
Le continue pronunce contro l’aborto, la procreazione assistita, il divorzio, l’uso a scopi scientifici di embrioni umani, il richiamo dei giovani alla castità dimostrano infatti la fedeltà al messaggio evangelico di Papa Giovanni Paolo II, un uomo d’altri tempi.
Reazione e rivoluzione, questi furono dunque i due elementi che caratterizzarono il pontificato di Giovanni Paolo II.