Istituto Statale di Istruzione Superiore di Castelvetrano (TP)


LA TURCHIA IN EUROPA

 di Eliana Bonanno

Discorso letto durante la festa degli auguri del 23 dicembre 2004, in rappresentanza degli studenti delle terze classi del Liceo Classico.

  

Ho accolto con molto entusiasmo l’invito rivolto dal Preside a noi alunni di ultimo anno, volto alla partecipazione a questo incontro con un discorso che possa trasmettere, nell’approssimarsi del Natale, l’idea di fratellanza e di eguaglianza.

Credo che l’argomento migliore di cui si possa trattare per sottolineare i due valori  non possa che essere la nostra cara Unione Europea.

Essa sin dall’inizio è stata appunto simbolo di fratellanza e eguaglianza, valori che hanno segnato instancabilmente il suo cammino, dai suoi primi esordi quando si partì con sei stati fondatori, sin ad oggi, con l’Unione Europea composta da venticinque stati, che diventeranno ventisette nel 2007 e probabilmente  trenta nel 2010.

L’episodio più recente,però, accaduto nell’ambito europeo, è stata la forte e accesa discussione, alla Camera dei Deputati,  sull’ingresso della  Turchia in Europa, con lo striscione esposto durante la seduta parlamentare con la scritta “ No alla Turchia in Europa ”ad opera della Lega Nord; quella scritta a mio avviso, non è stata altro che simbolo di xenofobia e di un nuovo tipo di razzismo: sentimenti che dovrebbero essere estranei alla nostra cultura che sino a ieri si era dimostrata essere aperta a tutte le culture e a tutti i livelli economici. Un esempio può essere preso dall’ultimo grande ampliamento europeo con l’entrata di dieci nuovi paesi, con un livello economico nettamente inferiore a quello delle altri stati già membri.

L’Unione Europea rappresenta il primo tentativo di organizzazione del continente su base democratica ed egualitaria;basato soprattutto sul rispetto dell’identità altrui e sulle diversità, le quali non solo vengono accettate ma vengono considerate ricchezze.

L’Europa dovrebbe essere portatrice di una cultura di alterità e di diversità rispettata; questa è la grandezza e contemporaneamente la sfida dell’Europa, che accende una grande speranza per tutti i popoli.

La guerra, le divisioni, l’egoismo sono state le cause di ogni problema: l’entrare invece a far parte dell’Unione Europea è stata sicuramente una delle decisioni più importanti e proficue del nostro paese, che ha comportato più di cinquant’anni di pace, ha evitato problemi, ha fatto sviluppare l’economia, e l’amicizia fra i popoli. 

Il sogno dell’integrazione che si tenta di realizzare è qualcosa di unico, è una sfida che non ha precedenti; la strada dell’integrazione e dell’allargamento dovrebbero intrecciarsi rendendo il progetto solido e duraturo.

Si sta procedendo verso un’Europa unita nella democrazia, dove all’interno deve esistere un forte pluralismo, il quale permetta l’entrata in capitolo delle diverse opinioni di tutta la popolazione europea.

La costruzione di questo progetto è da condurre sulla strada del rispetto delle diversità e delle identità dei singoli paesi.

Dopotutto l’Europa è  un’unione democratica di minoranze ed è  anche un progetto culturale.

 

In conclusione, colgo l’occasione per ringraziare la scuola e il personale docente che ci ha permesso in questi cinque anni di formarci su basi solide e durature, coadiuvati da nuove tecnologie e nuove tecniche di insegnamento come i numerosi corsi di formazione effettuati. Abbiamo avuto un’esperienza scolastica indimenticabile e che ci accompagnerà per tutta la vita.

In particolare, in questo ultimo periodo, la scuola, grazie alle molte iniziative del Preside, ci ha consentito di recarci al Quirinale,esperienza unica e irripetibile, che ci ha segnato dal profondo, facendoci vivere intense emozioni,e che ci ha permesso sicuramente di sentirci più vicini alla nostra nazione, alle sue istituzioni e ai suoi rappresentanti, grazie al progetto “educazione alla cittadinanza” portato avanti dal Presidente Ciampi sin dagli esordi del suo mandato.

Durante l’incontro con il Presidente, accompagnato instancabilmente dalla sua signora, ci siamo sentiti come dei nipoti accolti dai nonni; ci hanno accolto, infatti, con un calore inaspettato, quasi ci conoscessero uno ad uno.

Questo dovrebbe essere lo spirito che dovremmo avere sempre nella vita, oltre che a Natale.