Istituto Statale di Istruzione Superiore di Castelvetrano (TP)


Abstract della lezione di Hervè Cavallera

 

Nella "Filosofia dell'arte" Gentile, criticando Croce, porta alle estreme conseguenze il suo concetto di arte come espressione della soggettività, e di una soggettività che si realizza nella prassi. Se Croce ha ancora una visione differenziata dell'arte, Gentile la riconduce al sentimento da cui scaturisce e ciò consentirà di recuperare tutte le arti, comprese quelle contemporane. In questo senso il suo concetto di arte non è quello di un momento della vita dello spirito, ma di tutto lo spirito sotto la forma dell'arte, anticipando una estetica che sia espressione totale di vita. In questo egli non solo precede altri momenti storici, ma salta la distinzione di forma e contenuto per rivendicare l'impegno pratico dell'artista che a suo modo è filosofo ed educatore. Da questo punto di vista, la materialità (il corpo) diventa espressione dello spirito, quindi dell'anima. L'estetica di Gentile consente quindi il recupero di ogni manifestazione artistica, sottolineando che l'arte in quanto tale vuole una soggettività, ossia una concezione della vita (oltre che la padronanza tecnica) senza la quale non avrebbe senso.

Testi gentiliani di riferimento:
Sommario di pedagogia, La filosofia dell'arte, Introduzione alla filosofia, Frammenti di estetica e di teoria della storia (mi riferisco alle Opere Complete).
Per il mio punto di vista
cfr. il mio: G. Gentile. L'essere e il divenire, Roma, SEAM, 2000.